<%@ page contentType="text/html; charset=iso-8859-1" language="java" import="java.sql.*" errorPage="" %> Grupo Marilha - Camocim Global Village
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2003-04-18
Due imprenditori scaligeri e uno padovano costruiranno insediamenti con 27 mila posti letto
 
L'Arena di Verona - 18/04/03
Parla veronese lo sviluppo turistico della zona Sol Poente del Cearà in Brasile.
Con un progetto globale da oltre 412 milioni di dollari i veronesi Cesare Dal Molin e Roberto Ferroli ed il padovano Ugo Covin costruiranno nei prossimi dieci anni più di 27 mila posti letto, tra resort, villaggi, posade (le pensioni), appartamenti, case turistiche, lanciando sul mercato turistico un nuovo Eden che promette di soddisfare solo un’elite del 33-35% di chi lo sognerà. Si chiama Camocim Global Village ed è un progetto al quale i tre imprenditori veneti stanno lavorando già da sette anni, da quando cioè approdarono nel Nord-Est del Brasile come semplici turisti. Il progetto, che avrà come suo fulcro Camocim, una città di 55 mila abitanti che si affaccia sull’Atlantico, ha già segnato una prima fondamentale tappa con l’inaugurazione del Boa Vista Resort & Conference Centre, il primo degli hotels progettati che vanta 120 camere, tre suites tematiche, sala convegni, discoteca, palestra, fitness, piscina, campi gioco e quant’altro il turista possa desiderare. Nel progetto è inclusa anche la collaborazione attiva alla realizzazione di infrastrutture quali strade, potenziamento della rete idrica, interventi di protezione ambientale, conservazione e protezione degli estuari dei fiumi, recupero del patrimonio storico locale e la costruzione dell’aeroporto internazionale che consacrerà definitivamente, con la possibilità di ricevere charters intercontinentali, questo nuovo «destino turistico», seducente alternativa a Caraibi e Tropici.
Si chiama gruppo Marilha quello che riunisce i tre imprenditori veneti. Dal Molin, 54 anni, imprenditore immobiliare «papà» delle cooperative scaligere (è stato il primo a dare vita alle coop di lavoro e servizi a Verona), Roberto Ferroli, suo coetaneo, imprenditore turistico e proprietario del Roxy Plaza Hotel di Soave, Ugo Covin ex vicedirettore dell’Hotel Orologio di Padova, hanno unito le forze dando vita al gruppo che è praticamente proprietario della città. Sì, perché il gruppo, che ha alla presidenza proprio Dal Molin, ha già comprato 1.200 ettari votati a destino immobiliare-turistico e altri 400 ettari che avranno destinazione industriale e vincolato il Piano regolatore generale, steso a quattro mani con le autorità locali e approvato nell’agosto del 2001.
«Il progetto costruttivo, che si realizzerà secondo un programma pianificato per fasi per non compromettere città e regione, si articolerà secondo due direttrici», spiega Cesare Dal Molin. «Il recupero della città antica per un verso e la costruzione dei nuovi complessi all’insegna del basso impatto ambientale con altezze limitate a due piani, materiali e colori locali e grandi spazi votati a protezione ambientale per l’altro. Alla base del progetto c’è, infatti, un rigorosissimo studio di impatto ambientale: impiegheremo, ad esempio, energia eolica ed è stato studiato un complesso sistema idraulico che consente il riutilizzo dell’acqua per l’irrigazione dei giardini».
L’investimento complessivo, come detto, supera i 412 milioni di dollari, finanziati con capitale della società, attuali e futuri investitori istituzionali e privati e joint venture tra imprenditori brasiliani e stranieri (in fase di decollo è quella con gli imprenditori nel Nord-Est, con un imprimatur della Regione Veneto che darà una sorta di patrocinio all’iniziativa). «Stando alle nostre stime nel giro di dieci anni la rendita generata dall’attività turistica», spiega Cesare Dal Molin, «sarà di oltre 380 milioni di dollari e sarà movimentato ogni anno un volume di denaro quasi pari al valore dell’investimento totale. Sotto forma di tasse sarà anche garantita alle amministrazioni locali, una grande redditività che permetterà loro di avere nuovi fondi utilizzabili a favore della comunità».
Sarà un progetto etico perché, iniziando dal turismo vuole sviluppare rapidamente tutte le altre attività indotte, così da diventare motore di sviluppo economico e sociale dell’intera regione. «Non a caso», prosegue Dal Molin, «il gruppo Marilha ha provveduto alla ristrutturazione dell’hotel Municipal, oggi hotel Marilha, diventato istituto professionale per la preparazione del personale locale alle nuove professioni che la realizzazione del progetto richiederà. Una cinquantina di giovani hanno già concluso il proprio iter di studi e altri stanno frequentando tanto i corsi triennali per diplomati, promossi in collaborazione con l’università di Sobral e del Comune di Camocim, quanto i corsi brevi per la formazione di camerieri, personale delle pulizie, cuochi e le altre professioni del turismo. Al finanziamento dei corsi è destinato il 2% del fatturato del gruppo Marilha».
Da una prima stima lo sviluppo dell’attività costruttiva occuperà manodopera nella misura di 7.000 persone, ma altre 30 mila posti di lavoro si renderanno disponibili grazie alle attività indotte.
Posta a tre gradi sotto l’Equatore, all’estremo Nord-Est dello Stato del Cearà, Camocim ha un clima secco e ventilato e una temperatura che oscilla tra i 27 e i 32 gradi. «Chilometri di spiagge candide, enormi laghi di acqua dolce a due passi dall’oceano, il delta del fiume Coreau ricco di isole e vegetazione tanto da ricordare il Rio delle Amazzoni, la storia coloniale e lo spirito di accoglienza della sua gente fanno di Camocim la sintesi ideale di quanto costituisca il sogno del turista», spiega Dal Molin. Un paradiso visitabile virtualmente cliccando su
www.marilha.com.
Associatosi all’Italian Leisure Group il gruppo Marilha, che è presente a tutte le fiere turistiche internazionali, prevede che a dieci anni dall’operatività del nuovo aeroporto internazionale il flusso turistico sarà di 30 mila arrivi settimanali, con una preponderanza pari al 65% di turisti europei. Il costo a persona di una notte a Camocim in resort? Poco meno di 75 euro in mezza pensione, il salario minimo mensile locale, con la possibilità di mangiare bene spendendo all’incirca 6 euro a persona o scegliere il ristorante più caro arrivando al massimo a 9 euro a persona. Quello che inciderà maggiormente sul costo del «pacchetto» sarà, prevedibilmente, il passaggio aereo.
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